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18 novembre 2017

SALVADOR DALI’ IL GENIO, L’ARTE E LA FOLLIA


 

Innumerevoli sono stati gli artisti che, in ogni tempo, si sono distinti per la loro eccentricità, quel pizzico di follia in grado di caratterizzarne la diversità, l’incolmabile distacco dalla gente comune. Tra questi, Salvador Dalì è stato certamente il caso più clamoroso, l’esempio più eclatante in cui Arte e Vita si fondono in un intreccio irripetibile di bizzarrie esistenziali ed autentici capolavori della pittura contemporanea.

Nato a Figueras, in Catalogna, nel 1904 in una famiglia borghese e benestante, Dalì frequentò l’Accademia di Belle Arti di Madrid, ma ne fu presto espulso per comportamento indegno ed un carattere assolutamente incompatibile con le regole della convivenza civile ed istituzionale. Recatosi a Parigi vi conobbe Picasso e Mirò, ma soprattutto entrò in contatto con gli esponenti principali del nascente Surrealismo come André Breton e Paul Eluard, i quali teorizzavano il superamento della realtà visibile attraverso il recupero della dimensione onirica insita nell’inconscio di ciascun individuo. Salvador Dalì – suggestionato e coinvolto dal movimento surrealista – scopre la possibilità di frantumare nella pittura ogni coscienza razionale, ogni limite o senso etico della misura, lasciando emergere la più assoluta libertà rappresentativa dell’inconscio in cui desideri o inconfessabili pulsioni fossero trasfigurati sulla tela, materializzati da un’immaginazione dirompente ed allucinata.

La sua sfrenata fantasia ed un eccezionale virtuosismo tecnico lo resero presto famoso in Europa e negli Stati Uniti, anche per gli atteggiamenti singolari e alquanto folli assunti nella vita privata e che accentuerà costantemente nei decenni successivi. Nel 1929 conosce e s’innamora della moglie del poeta Paul Eluard, la russa Gala Diakonoff, che non si fa scrupolo di abbandonare il marito ed un figlio per unirsi a Dalì di cui diventerà amante, moglie, musa ispiratrice e suo abilissimo mercante. Da questo momento l’artista fa sempre più ricorso a spazi prospettici dilatati in cui inserisce una gran quantità di elementi surreali – uomini, animali, oggetti – che si deformano e combinano insieme nei modi più assurdi ed irrazionali, provocando sorpresa o sconcerto sia nel pubblico che nella critica. Tuttavia le sue incredibili invenzioni pittoriche suscitano, al tempo stesso, un’attrazione irresistibile, una fascinazione incantatoria grazie alla nitida bellezza dei suoi quadri le cui forme e colori si richiamano, per purezza del disegno e luminosità cromatica, al Rinascimento italiano seppur stravolto nei concetti e nei suoi significati fondamentali.

Nel 1939, alla vigilia della seconda Guerra mondiale, si trasferisce negli Stati Uniti dove ottiene un successo senza precedenti. I suoi dipinti sono acquistati a cifre iperboliche ed i ricchi collezionisti americani fanno a gara per partecipare alle feste bizzarre, sontuose e, non di rado, orgiastiche che Gala organizza per accrescere la fama eccentrica dell’artista ed il cospicuo conto in banca, mentre il marito continua a raffigurarla in numerosi quadri che restano tra i più belli della sua produzione.

Sul finire degli anni Cinquanta Dalì torna in Spagna, dove è ormai diventato una leggenda, una vera e propria icona vivente che egli stesso ama rappresentare divisticamente attraverso iniziative ora imprevedibili, ora deliranti. Si stabilisce a Port Ligat e va isolandosi progressivamente dal mondo circostante, preda di antiche fobie e di crisi depressive che si acuiscono con la scomparsa di Gala avvenuta nel 1982. La sua attività creativa si dirada con l’aggravarsi delle condizioni di salute, peggiorate improvvisamente dopo l’incendio del suo castello in cui rimase, nel 1984, seriamente ustionato. Muore a Figueras il 23 gennaio 1989.

Raramente il genio, l’arte e la follia si sono mescolati con tale arguzia e raffinata alchimia al punto da farci ereditare un cospicuo lascito di opere la cui bellezza suggestiva costituirà per sempre un patrimonio inestimabile dell’intera umanità. La bellezza ed il mistero delle fantasie più ardite, dei nostri più inconfessabili sogni che Dalì ha saputo realizzare nella dimensione surreale e misteriosa della sua creazione artistica.

Giuseppe De Rosa 

 

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