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22 giugno 2017

E se recuperassimo almeno una Vela di Scampia e la destinassimo a residenza internazionale per artisti?


Questa richiesta nasce per caso, nasce leggendo un interessantissimo articolo di Internettuale a firma di Mariano Cervone, che rievoca la storia delle Vele a Scampia e ci restituisce le volontà e intenzioni del costruttore Di Salvo.

Leggi l’ articolo di Mariano Cervone su Internettuale

 

Ormai sono passati anni dai tentativi falliti di abbattere quelli che, impropriamente a nostro avviso, furono definiti mostri, ma che hanno una significativa storia alle spalle, dal punto di vista architettonico e per ciò che si è vissuto in quei luoghi.

Riuscire a ristrutturarne almeno una parte ed erigerla a simbolo di ciò che, un tempo, fu all’ avanguardia di un architettura estrinsecata attraverso l’ idea di città verticale, significherebbe sancire finalmente la vittoria ed il ripristino dell’ onesta’ in quel territorio. Un edificio destinato a residenza internazionale per artisti, un monumento di architettura di Napoli, un punto definitivo dal quale partire per un concreto Rinascimento culturale.

E’ un sogno? Si, lo è, ma è anche un progetto di speranza, un simbolo importante della dignità dei napoletani  e di quel quartiere; un monumento storico da tramandare come esempio di vittoria di valori morali e onestà alle future generazioni.

L’ idea è nata…agli uomini napoletani la forza e il coraggio per realizzarla.

Giovanni Manzo

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