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24 maggio 2018

LO SHOWCASE DI “MANDORLE”, PRIMO LP DI FEDE ‘N’ MARLEN, al teatro Bellini DI NAPOLI Appuntamento giovedì 27 ottobre alle 18.30 al “Sottopalco” (ingresso gratuito)


Sarà presentato giovedì 27 ottobre, alle ore 18.30, nell’elegante cornice del teatro Bellini di Napoli (Via Conte di Ruvo, 14), “Mandorle”, il primo LP di Fede ‘n’ Marlen (Federica Ottombrino e Marilena Vitale) con il quale verrà inaugurata la nuova stagione artistica del Sottopalco. L’incontro sarà moderato dal giornalista Gianni Valentino del quotidiano La Repubblica.

La produzione artistica e gli arrangiamenti di “Mandorle” sono del maestro Arcangelo Michele Caso, l’LP è pubblicato e distribuito dall’etichetta Europhone Records/Veloce Entertainment e prodotto dall’imprenditore internazionale Gennaro De Concilio con Cinzia Fonticelli. Il disco vede la preziosa collaborazione di M’Barka Ben Taleb, Katres, Gianni Guarracino e Ciro Tuzzi.

Viaggi in camper, incontri, scoperte hanno rappresentato le tappe di un originale percorso di eventi live consolidato nel tempo in un dialogo artistico e umano sempre più ricco tra le due cantautrici le quali, dopo l’uscita di un primo EP, vedono realizzare il loro primo LP composto da 12 brani il cui titolo “Mandorle” non è casuale, ma ispirato da un frutto la cui forma disegna un abbraccio, simbolo di due metà che si uniscono, con un guscio che sembra custodire il seme dell’incontro: «L’unione custodisce il frutto, protetto dalla rinuncia ad ogni dualismo».

Tra le sorprese nascoste in “Mandorle” la citazione di “Sto ccà”, una poesia di Eduardo De Filippo, di cui, nel brano “Isabè” che unisce napoletano e persiano, si ritrova una commovente strofa che fa da ritornello alla storia raccontata.

Gli appassionati di fotografia avranno, nell’occasione, l’opportunità di partecipare al vernissage del foto-progetto “Io Penso Che” di Emilio Porcaro, mostra fotografica dedicata agli abbonati e a coloro che vivono costantemente il Teatro Bellini. Sarà solo il primo di una serie di appuntamenti che vedranno unire la musica emergente alla fotografia e che godranno della partecipazione del giornalista e scrittore Enrico Nocera, creando un’unica “casa dell’arte” custodita nel centro storico della città di Napoli. Gli appuntamenti mensili del Sottopalco sono curati dall’associazione “Be Quiet”, presieduta da Marco D’Anna con la direzione artistica di Giovanni Block.

Registrato, missato e masterizzato alla TP Studio di Napoli

Produzione Artistica ed arrangiamenti: Arcangelo Michele Caso

Produzione Esecutiva:

Gennaro de Concilio con Cinzia Fonticelli su etichetta Europhone Records\Veloce Entertainment

Distribuito da Audioglobe srl per Europhone Records

Progetto fotografico: Chiara Borzacchiello

Progetto grafico: Giorgi ClockworkOrange

Fotografo: Peppe De Muro

Trucco: Ilaria Soricelli
Federica Ottombrino: Voce, Chitarra e Fisarmonica
Marilena Vitale: Voce e Chitarra

Arcangelo Michele Caso: Violoncello, Viola, Violino, Chitarra classica, Bouzouki e cori in ‘Isabe’ Pasquale Benincasa: Batteria e Percussioni

Ciro Tuzzi: Chitarra in “Otto Venti”

Antonio Esposito: Batteria in “Elogio alla lentezza” e “Corallo”

Mirko Grande: Basso (per gentile concessione di Ikebana Records)

Gianluca Rovinello: Arpa

Dario Spinelli: Contrabbasso in “Lucciola d’inverno (riru)”

Giuseppe Spinelli: Chitarre

Enzo Grimaldi: Fisarmonica e Piano
Marketing e comunicazione: Veloce Entertainment
Booking & Management: info@europhonerecords.it

I brani

1) Maldição. Riprende il titolo da un fado (fatum, destino) di Amalia Rodrigues. La “maledizione” in genere naviga di sangue in sangue ed è proprio il concetto affascinante e potente del sangue che vuole indagare.

2) Elogio alla lentezza. Invito a scegliere il proprio tempo, ascoltando una nostra parte istintuale, animale, che si gode il percorso e non l’ansia della meta.

3) Otto venti. Dialogo tra figlia e padre, un rapporto complesso fatto di mancanze ma che termina con la più grande dichiarazione del padre (interpretata da Ciro Tuzzi): qualsiasi cosa accada lasciati cadere, sto qua per prenderti.

4) Lucciola d’inverno (riru). Commistione di suggestioni in tre lingue. In italiano varie scene metaforiche e simboliche, nel siciliano di Katres l’ostinata danza liberatoria in una tempesta di vento, in spagnolo la consapevole posizione salvifica della natura capace di assorbire ogni male.

5) Corallo. La storia di Medusa, punita per la sua bellezza, oggetto del desiderio di Zeus. In questo brano l’obiettivo è di raccontare il mito trasportandolo ai nostri giorni, dove ad esser punita non è più la bellezza ma la “diversità”. Una diversità che non è più pazzia, che non ha paura di esser giudicata, ma apre le braccia e la sua voce la usa per cantare.

6) O’ mele. Racconta con brevi flash la storia di persone che vivono la sofferenza nel loro guscio solitario. Un barbone con gli occhi azzurri e la bocca viola che insegna una grande verità: vivere senza ansia. Se il mondo gira, prima o poi la mia casa passerà da qui. Affidarsi alla vita. Finisce con un’immagine di un film degli anni ’70, Harold e Mood, la tentazione di lanciarsi nel vuoto e il coraggio di girarsi per continuare a vivere.

7) Buddha. Nasce come una rincorsa fra note e allitterazioni, l’affanno è reale. Poi diventa una nota sul binomio bene/male con la coscienza che nessuno può interpretare solo uno dei due ruoli.

8) Come bere farfalle. Un’atmosfera sognante di estremo contatto con la natura, l’erba sembra attraversare il corpo e il vento le dita. E la visione innamorata del viaggio quotidiano, con le farfalle nello stomaco dopo averle bevute. Chi canta tranquillizza la persona amata che la porterà in un mondo dove la follia è un canto e non una condizione di emarginazione. Dove questa vita è un passaggio ma ciò che facciamo lascia il segno per quando torneremo. Torna il tema dell’andare senza meta, di vivere per godersi il percorso.

9) Frutti di marzo. Una canzone piena di scene di vita vissuta, dal gatto che miagola Coltrane, a domeniche da santificare ironicamente e dediche decadentiste da rigettare. É stata scritta in febbraio.

10) Respiro. Unico brano scritto insieme. Una storia finita che lascia tanta delusione e assenza. Quasi un’incapacità di “sentire”, tanto che l’acqua non bagna e ogni istinto è represso. Ma il messaggio finale è positivo: imparare a sentire questo vuoto per trasformarlo in spazio pieno di sè stessi.

11) Il ventre della sirena. Scritta per un’amica che lascia la sua casa per lasciar andare il senso di colpa e la sofferenza per l’abbandono da parte dei suoi genitori. Arriva in Nuova Zelanda per riscrivere il suo destino, perché è sempre possibile rivoluzionare la propria vita se si è disposti a rischiare. Ciò che scoprirà è che cercando fuori annegherà dentro. Tutto dipende da noi.

12) Isabè. È una bellissima storia d’amore ispirata dalla poesia “Sto ccà” di Eduardo De Filippo. L’amore e le persone restano nonostante la finitezza dell’uomo. Attraverso ricordi e oggetti l’amato può essere respirato e riportato in vita. Le strofe in persiano rimarcano la sensazione di nostalgia e sofferenza.

Federica Ottombrino e Marilena Vitale sono due ragazze napoletane che nel 2013 si incontrano e scoprono un mondo in comune, fino a fermare in musica e parole storie di amore e di vita, non solo proprie ma dei paesi e delle persone che il loro sguardo privilegiato di artiste ha avuto modo di osservare. I quartieri più suggestivi e contraddittori di Napoli, l’Argentina e la Spagna sono i luoghi che le hanno ispirate.

Nel loro bagaglio di influenze sonore e formazione musicale scoviamo le note dautore, i cantautori sudamericani, magici come Caetano Veloso e Adriana Calcanhotto, lantica e saggia canzone napoletana e la passione per gli strumenti acustici e tradizionali.

Con il loro primo EP hanno suonato in tutta la penisola italiana in oltre 140 concerti; emozionanti e significative le aperture agli eventi live di Craig David, Lucariello, Cristina Donà, Francesco Di Bella e la condivisione del palco con alcuni artisti quali Brunella Selo, Maria Nazionale, Tommaso Primo ed Alessio Arena. Sono state ospiti in televisione dello speciale “Music & The City” su Rai 3 e della trasmissione “Barone Rosso” di Red Ronnie su Roxybar.tv (dov’è tuttora disponibile).

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