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11 dicembre 2017

“La Signora dello zoo di Varsavia” contro tutte le tirannie della Storia


Forse il 2018 potrebbe essere finalmente l’anno di Jessica Chastain agli Oscar. La bella attrice, interprete di tanti pregevoli film recenti, da The tree of life di Malick a Zero Dark Thirty della Bigelow, spesso confusa alla molto somigliante Bryce Dallas Howard, ancora non ha vinto l’ambita statuetta. L’occasione potrebbe arrivare con un film impegnato e su una tematica che all’Academy piace da sempre, e che non premia un attore con un ruolo calato nella tragedia della Shoah dai tempi del Pianista di Roman Polanski. In quell’anno fu Adrien Brody a trionfare. Sta per arrivare infatti nelle nostre sale il 16 novembre 2017, distribuito da M2 PicturesLa signora dello zoo di Varsavia (The Zookeeper’s wife), pellicola diretta da Niki Caro (La ragazza delle balene, North Country – Storia di Josey, entrambi con attrici da nomination a suo tempo) e interpretato, oltre che dalla Chastain, dagli ottimi Daniel Brühl e Johan Heldenbergh. L’attrice, due volte candidata all’Oscar senza fortuna (nel 2013 fu battuta da Jennifer Lawrence) è Antonina Żabińska, moglie, madre e lavoratrice che per molti, durante la Seconda Guerra Mondiale, divenne insieme al marito Jan un faro di speranza nella Varsavia occupata dai nazisti.

Il film è tratto dal best-seller di Diane Ackerman, edito in Italia da Sperling e Kupfer, basato a sua volta sui diari personali di Antonina, e racconta la storia eroica di una donna che, pur vivendo in un’epoca di paura e distruzione, ha combattuto per preservare quel che di buono resiste nell’animo umano durante le tempeste della Storia. Nella Polonia del 1939, la brutale invasione nazista, che apre di fatto la Seconda Guerra Mondiale, porta morte e devastazione in tutto il paese e la città di Varsavia viene ripetutamente bombardata.

Antonina (la Chastain) e suo marito, il dottor Jan Żabiński (nel film è Johan Heldenbergh), nonché custode dello zoo della città, sono una coppia molto unita sia nella vita privata che in quella professionale. Dopo la distruzione dello zoo sotto le bombe i due si ritrovano da soli a salvare i pochi animali sopravvissuti. Sgomenti per ciò che sta accadendo al loro amato paese, la coppia deve anche sottostare alle nuove politiche di allevamento del nuovo capo zoologo nominato dal Grande Reich nel Governatorato Generale: Lutz Heck (interpretato da Daniel Brühl). Ma quando la violenza nazista arriva all’apice e inizia la persecuzione degli ebrei con la chiusura del ghetto e il suo rastrellamento, i vista della tristemente nota soluzione finale, i due coniugi decidono che non possono restare a guardare e cominciano in segreto a collaborare con la Resistenza, intuendo che le gabbie e le gallerie sotterranee dello zoo possono ora servire a proteggere in segreto delle vite umane. Quando la coppia mette in atto il piano per salvare più abitanti possibili del ghetto di Varsavia, Antonina non esita a mettere a rischio anche se stessa e i suoi figli, mentre le fiamme del conflitto e dello sterminio giungono sotto forma di cenere alle loro finestre.

Un film che farà parlare di sé e di cui si parlerà a lungo, specialmente con l’avvicinarsi della stagione dei premi. C’è da scommetterci.

di Renato Aiello

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