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17 ottobre 2017

GIUSEPPE DE NITTIS INCANTEVOLI IMPRESSIONI di Giuseppe De Rosa


Pugliese di Barletta, Giuseppe De Nittis nasce nel febbraio del 1846 in una famiglia di ricchi proprietari terrieri, sebbene per la prematura scomparsa dei genitori sia vissuto principalmente in casa dei nonni. Sin dall’infanzia dimostrò eccellenti doti artistiche che volle assecondare trasferendosi quindicenne a Napoli per frequentare l’Accademia di Belle Arti, nonostante la contrarietà dei fratelli maggiori che temevano un futuro incerto per il lavoro di pittore. Il ragazzo dimostrò scarso interesse per le lezioni e le noiose esercitazioni di studio, venendo ben presto espulso dall’Accademia per il suo comportamento indisciplinato. Sentiva infatti fortemente l’esigenza di uscire dalle aule e dipingere all’esterno, staccandosi dagli schemi tradizionali che venivano allora insegnati nei corsi di pittura. Una pittura accademica ferma agli schemi d’inizio ‘800 che imponeva le sue rigide regole formali, limitandosi ad una ritrattistica tradizionale senza quella spontaneità espressiva che il giovane artista desiderava realizzare nei suoi dipinti. Opere d’arte che fossero innovative nella composizione del disegno, nell’immediatezza del colore, ma soprattutto nella capacità di rappresentare realisticamente atteggiamenti, emozioni e la suggestione del paesaggio circostante.

Ancor prima della rivoluzione impressionista De Nittis cercava un saldo rapporto creativo fra l’arte e la vita d’ogni giorno senza scadere, però, nella banale esercitazione di maniera come accadeva spesso nella stucchevole pittura del suo tempo. A Napoli collaborò con altri giovani pittori formando un eccellente sodalizio artistico detto la Scuola di Resina i cui dipinti furono caratterizzati da un forte risalto cromatico e, soprattutto, dall’accurata bellezza del disegno sia in fase preparatoria che nella stesura definitiva.

Dopo una breve esperienza nell’ambito dei macchiaioli fiorentini, si trasferisce nel 1867 a Parigi dove incontra collezionisti e mercanti d’arte che ne apprezzano subito l’indiscutibile talento, giudicandolo – all’età di 21 anni – un enfant prodige per quelle sue eccellenti doti compositive, solitamente riservate a pittori ben più anziani e di pluriennale esperienza. Fra i suoi estimatori c’è anche Alphonse Goupil, proprietario di un’importante galleria d’arte, che diventerà il suo principale finanziatore attraverso un costante credito sulla parola con cui anticiperà l’acquisto della produzione futura. Fondamentale per il rapido successo commerciale dei suoi quadri fu l’incontro con la bella e minuta Léontine Gruvelle, sposata due anni dopo il suo arrivo e diventata abilissima artefice di quella mondanità salottiera indispensabile per affermarsi nell’elegante società della capitale francese.

Sono in particolare gli scenari urbani di Parigi ad incuriosire ed attrarre De Nittis con la loro febbrile vitalità esistenziale. Ne rappresenterà gli scorci più suggestivi in ogni stagione: sotto la pioggia, con la neve invernale o nel sole accecante dell’estate. Dipingerà con passione e grande originalità la vita d’ogni giorno attraverso gli atteggiamenti di una classe borghese agiata ed emergente, cogliendone le abitudini fra le corse all’ippodromo, gli interni di un salotto o il palco di un teatro. Tuttavia saranno la bellezza ed il fascino delle donne parigine che Peppino vorrà, soprattutto, rielaborare con il tocco leggero della sua tecnica raffinata come se il pennello sfiorasse la tela con la stessa incantevole grazia di quelle figure femminili che mai invecchieranno nella dimensione creativa della sua pittura.

Fraterno amico di alcuni impressionisti, ne condivideva l’ideologia estetizzante partecipando alla prima mostra del gruppo nel 1874. Tuttavia si distingueva da loro per una sua spiccata personalità pittorica che ne diversificava la modulazione della luce, una più accurata introspezione del ritratto, l’attenuazione del colore nelle sue tonalità più accese.

Nello stesso anno della mostra impressionista rompeva i rapporti commerciali con Goupil per avere esposto alcuni quadri altrove e in disaccordo; anche per questo, decideva di recarsi a Londra alla ricerca di nuovi stimoli alla sua ispirazione. Del periodo londinese restano dipinti di grande fascino nei quali sono rappresentati le più suggestive vedute della capitale inglese, talvolta tra i nebbiosi vapori dell’alba o descritti nel rosso bagliore di un tramonto.

A partire dagli anni ’80 De Nittis si dedicò quasi completamente al pastello dimostrando una tecnica formidabile nell’uso delle tele di grandi dimensioni, anziché la carta o il cartoncino come accadeva abitualmente.

Realizza alcuni dei suoi quadri più belli negli ultimi anni della sua giovane vita, fra cui il capolavoro “Colazione in giardino”, dove – attorno ad una tavola imbandita – ritrae la moglie ed il loro unico figlio, mentre un tovagliolo sgualcito sembra evocare in disparte l’assenza dell’artista stesso. Come se – per una singolare coincidenza – avesse presentito la propria morte imminente, avvenuta poco tempo dopo a 38 anni – per un ictus devastante – nell’agosto 1884.

 

 

 

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