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23 novembre 2017

Edoardo e Peppino De Filippo raccontati dal giovane collezionista napoletano Domenico Livigni (seconda parte).


Dopo la separazione col fratello Peppino, Eduardo continuò a lavorare, portando sulle scene la ricca e veritiera umanità dei personaggi dei suoi drammi, sempre legati alla viva situazione sociale e morale della realtà napoletana e italiana del secondo dopo-guerra. Il suo Teatro fu il palcoscenico dell’Uomo comico, dolente e bistratto dalla propria condizione, messa in discussione e in crisi assieme ai suoi valori antropici.  Dal 1945 fino al 1974, Eduardo scrisse e rappresentò in tantissime opere teatrali l’amara parabola sul rapporto tra individuo e società, tra realtà e illusione, tra egoismo e amore. Si ricordano senz’altro le commedie: “Napoli milionaria” (1945), “Questi fantasmi” (1946), “Filumena Marturano” (1946), “La grande magia” (1948), “Le voci di dentro” (1948), “De Pretore Vincenzo” (1957), “Sabato, domenica e lunedì” (1959), “Il sindaco del Rione sanità” (1961), “Gli esami non finiscono mai” (1974). Quindi, per la sua produzione, che offrì un quadro disincantato e pieno di poesia della struggente vitalità e delle dolorose contraddizioni del mondo, Eduardo si impose nel panorama teatrale contemporaneo come una delle maggiori prove della fioritura e della ricchezza del teatro italiano ed europeo.                                                                                                                                                                                       Mentre, dal 1945, Peppino con la sua compagnia si segnalò sulla scena mondiale per le sue commedie umoristiche (dal tono farsesco e satirico) e per la creazione di personaggi sostenuti da una colorita comicità,  tra cui il celebre servitore Gaetano Pappagone,  personaggio del programma televisivo “Scala Reale” (1966). Nato dalla penna di Peppino, Pappagone fu “figlio dalla Commedia dell’Arte e del Teatro plautino”, presentandosi come una maschera ricca di equivoci, di ingenuità, di furberie; tutte caratteristiche e virtù che lo condussero all’affermazione popolare e le sue battute entrarono a far parte  del linguaggio comune degli italiani.  Nel Cinema fu un interprete di numerosissimi film di successo,  in particolar modo i film recitati a fianco di Totò, un duo che segnò e scrisse le pagine della comicità cinematografica italiana in diversi film.

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