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17 ottobre 2017

Domenico Livigni: Franco Franchi, 89 anni e non li dimostra


“Comici si nasce. E’ lui, io lo chiamo il Creatore dei pupazzetti, che nel momento in cui sta modellando fa così e li va buttando per il mondo. Nel caso di Ciccio il pupazzetto  è venuto un po’ più lungo, nel caso mio, ha voluto prendere un po’ di tempo in più nella modellazione. Magari dicendo a Maria: <<Appena arriverà sulla Terra, si faranno quattro risate>>.

Franco Franchi, palermitano doc, nacque con una foggiatura adeguata alla comicità surreale, esibizionistica e magnetica; così tale da diventare una maschera perfetta e ineguagliabile dello spettacolo italiano del secolo scorso. Calcò dapprima “le tavole del palcoscenico” della strada, della miseria e della lunga gavetta, delle quali lui era orgoglioso di averle percorse con superbia e fierezza. Lui che la fame la considerò per tutta la sua vita la sua molla vitale, la sua compagna e moglie per anni e anni. Finchè il destino decise di creare la celeberrima coppia “Franchi-Ingrassia”. I due si incontrarono per la prima volta in un bar di Palermo (bar Italia) e fu proprio Ciccio ad apprezzare per primo le capacità di comico di Franco e lo fece debuttare nella rivista “Follie di donne”, rimpiazzando l’attore Nino Formicola (che in quella circostanza fu sostituito  per via d’un suo malore). La coppia debuttò al Teatro Costa di Castelvetrano nel 1955 con lo sketch “Core ‘ngrato”, semplice e senza copione:

“Ciccio si presentava sul palcoscenico per cantare “Core ‘ngrato”, e io lo disturbavo, tutto qui. Lui attaccava a cantare con quella terribile faccia triste, gli occhietti rivolti al soffitto e io lo interrompevo per fargli una domanda sciocca. Lui ricominciava a cantare daccapo con le mani sul cuore e io gli tiravo la giacca per chiedergli una delucidazione. Per poco non crollò il teatro”.

Pian piano il fenomeno “Franchi-Ingrassia” diventò nazionale, così nazionale che Mister. Volare (Domenico Modugno) li volle a tutti i costi nella commedia musicale “Rinaldo in Campo” di Garinei e Giovannini e i due siciliani debuttarono con Modugno, Delia Scala e Paolo Panelli il 13 settembre del 1961 a Torino. Nello stesso anno, ci fu anche il loro primo slancio nel cinematografo, con il film “Appuntamento a Ischia”, diretto dal regista Mario Mattoli. La bomba della comicità scoppiò! Solo nella stagione ’64-65, gli otto film interpretati dai due comici incassarono cinque miliardi e mezzo di lire. Per molti produttori, il loro arrivo nel cinematografo fu una vera e propria mano caduta dal cielo e grazie ai loro film, il cinema italiano si arricchì letteralmente. Dal 1961 fino al 1984 realizzarono ben 132 lungometraggi e in questi lunghi anni di collaborazione, lavorarono con i registi migliori della cinematografia italiana: Riccardo Pazzaglia, Vittorio De Sica, Pier Paolo Pasolini, Steno, Mario Bava, Giorgio Simonelli, Lucio Fulci, Camillo Mastrocinque, Sergio Corbucci, Paolo Taviani e Vittorio Taviani. Proprio con quest’ultimi, conclusero la loro corriera, interpretando magistralmente e istrionicamente la novella pirandelliana “La giara”, interpretazione che rese giustizia alla coppia, da sempre amata dal pubblico e altamente disprezzata e sottovalutata dalla critica.

Domenico Livigni

Copione originale del film Due bianchi dell’Africa nera (1970) di Bruno Corbucci (2).


Copione originale del film Due bianchi dell’Africa nera (1970) di Bruno Corbucci.


Due volantini originali, realizzati per la lavorazione del film I 2 Deputati (1968) di Giovanni Grimaldi


Film (formato Super8) Per un pugno nell’occhio (1965) di Michele Lupo.



Fotografia originale (anni ’70) – Franco Franchi.

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