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19 novembre 2017

Discussione pubblica sugli spazi culturali indipendenti a partire dall’esperienza di sarajevo supermarket


Nell’ambito della campagna di crowdfunding  lanciata da sarajevo supermarket, lo scorso venerdì 21 luglio presso l’ ex Asilo Filangieri si è tenuta una discussione pubblica sulla condizione e sulla funzione degli spazi culturali indipendenti nel momento storico attuale e, nello specifico, all’interno del tessuto socioeconomico napoletano. Nel capoluogo campano sono ormai numerose le esperienze di partecipazione attiva e le pratiche di cultura dal basso – in questo senso la vicenda dell’Asilo è eloquente – che stanno contribuendo, come è stato messo in evidenza da Maurizio Zanardi (in Sottrazioni, eterotopie, laboratori), all’istituzione di vere e proprie “eterotopie”.

L’incontro ha preso avvio dalla presentazione dell’esperienza sarajevo supermarket: spazio di arte contemporanea e di filosofia che, eludendo la funzione di contenitore culturale neutro, si propone come un’operazione artistica mutante, che deve le sue trasformazioni all’apporto di quanti di volta in volta vi entrano in contatto. Sue caratteristiche sono l’attenzione alla multimedialità e all’interdisciplinarietà, l’interesse per le realtà locali in cui opera, l’inclinazione alle contaminazioni tanto sul piano disciplinare che su quello dei rapporti umani.

Nato nel 1995 come “logo” con il quale promuovere produzioni creative marginali e artisti indipendenti, emergenti e irregolari, nel corso degli anni sarajevo supermarket ha organizzato numerosi eventi finalizzati alla valorizzazione e allo sviluppo di tutte le arti, ha praticato le artiterapie con sofferenti psichici, ha educato alla creatività bambini e giovani drop-out.

Da dicembre 2016 la sede di sarajevo supermarket è nel rione Sanità, in via Matteo Ripa 7, a ridosso di anfratti e arcate di tufo che costituiscono le fondamenta del Complesso monumentale dei Cinesi.

Purtroppo, attualmente sarajevo supermarket rischia a breve di chiudere definitivamente i battenti ed è per questa ragione che la lanciato sulla piattaforma di produzioni dal basso la campagna di crowdfunding “impara l’arte e… usala!”.

https://www.produzionidalbasso.com/project/impara-l-arte-e-usala-sarajevo-supermarket/

L’importanza di sostenere realtà come sarajevo supermarket è stata affermata energicamente da Leonardo Distaso: “credo che spazi come questo debbano essere difesi a oltranza dall’avanzare inarrestabile del conformismo imperante, del pensiero che non è solo più unico ma mediocre e incancrenito, del banale che non è più elevato a sublime ma resta impantanato laggiù nell’immobilità più sterile”.

Una dichiarazione in sostegno del progetto sarajevo supermarket è giunta anche da Mario Franco, secondo cui oggi per gli intellettuali e gli artisti è necessario “ostinarsi nell’idiosincrasia: una testimonianza di marginalità contro la mimetizzazione. Resistere; sconvolgere i modelli di comportamento; non temere di compromettere la serenità e di diffondere l’ansia; rendere ben visibili le linee di demarcazione tra legalità ed illegalità; individuare le cause degli scompensi e delle discriminazioni socio-economiche esistenti tra gli individui”.

Durante l’incontro sono state la situazione e le difficoltà attuali di sarajevo supermarket a fornire alcuni spunti per l’elaborazione di una riflessione comune e per l’individuazione di strategie di resistenza per le realtà che operano in ambito artistico e culturale senza godere del sostegno economico né di soggetti pubblici né privati.

Gli attivisti di sarajevo supermarket Giovanni Franco (artista e arteterapeuta) e Sabrina Cardone (Univ. “Federico II”)  hanno introdotto e coordinato il dibattito, a cui, tra gli altri, hanno preso parte gli artisti e attivisti dell’Asilo e alcuni intellettuali che hanno aderito all’iniziativa: Dario Giugliano e Angelo Armentano dell’Accademia di Belle Arti di Napoli; Stefano Taccone dell’Università di Salerno; il filosofo Maurizio Zanardi; Rosario Diana dell’ I.S.P.F.-C.N.R.; il direttore della rivista filosofica “Porta di Massa” Enrico Voccia; Celeste Ianiciello dell’Università L’Orientale; il direttore del BAD Museum Peppe Buonanno; gli artisti Fabio Cremonese; Paolo Lastrucci e Renato Salier; il direttore editoriale delle Edizioni Immanenza Luca Gigante.

Hanno inoltre aderito all’appello di sarajevo supermarket (per quanto impossibilitati a prendere parte alla discussione): Alessandro Arienzo, Gianfranco Borrelli, Giuseppe Antonio Di Marco, Leonardo Distaso e Valeria Pinto dell’Università “Federico II”; Lidia Curti, Iain Chambers e Stamatia Portanova dell’Università L’Orientale; Giso Amendola dell’Università di Salerno; Fabio Barisani dell’Accademia di Belle Arti; l’artista Franco Cipriano; il direttore della rivista di filosofia “Kaiak” Vincenzo Cuomo; il critico del cinema e dei mass media Mario Franco; il direttore della rivista di poesia “Levania” Eugenio Lucrezi; il popfilosofo Tommaso Ariemma; la curatrice e critica d’arte Raffaella Barbato; Fabrizio Carlino del Groupe de Recherches Matérialistes di Parigi; l’agitatore poetico Carmine Mangone; il direttore e ideatore del Festival Internazionale di Ischia “La Filosofia, il Castello e la Torre” Raffaele Mirelli.

A conclusione dell’incontro si è giunti alla determinazione di riprendere e approfondire gli argomenti al centro del confronto in nuovi appuntamenti nel prossimo autunno.

Contatti: sarajevosupermarket@gmail.com; 328.96.77.340 – 347.47.35.564

 

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