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11 dicembre 2017

“Casa Morra”, Materdei – Napoli, 07/10/2017, giornata dedicata ai giornalisti per la presentazione del II anno di attivita’. Il video, le foto e le interviste esclusive di Napoli Art Magazine


 

 

Casa Morra e’ un antico palazzo di inizio 700, Palazzo Cassano Ayerbo D’Aragona; complesso di 4.200 mq che gradualmente la Fondazione Morra sta ristrutturando per accogliere l’ampia Collezione Morra, opere di Julian Beck, Hermann Nitsch e Shozo Shimamoto si confrontano nella mostra I Giganti dell’Arte dal Teatro. In contemporanea, aprono una sezione dedicata a Joseph Beuys, che presenta opere e documenti donati dalla Collezione Lucrezia De Domizio Durini, l’Archivio Living Theatre e gli Archivi Mario Franco su arte e cinema.

Entro in questo bellissimo palazzo e vengo accolto da una gentile signora che mi indica l’ ampio atrio, dove noto immediatamente la figura carismatica del Maestro Hermann Nitsch, seduto e affaticato, ma contemporaneamente alle prese con i musicisti, e la scelta del suono, e i giovani figuranti che performeranno il suo lavoro in occasione della apertura ufficiale dell’ evento al pubblico.

“In Italia due sono stati i grandi galleristi nell’ ambito dell’ arte contemporanea” dice la Baronessa Lucrezia De Domizio Durini, ” Lucio Amelio e Peppe Morra”. Una donna elegante e dalla spiccata personalita’ che ho stimato subito dopo il suo esordio: “I giovani artisti devono affrancarsi dalla politica”. La giornata comincia cosi’, un rapido scambio di biglietti e subito il “tour” di presentazione di Casa Morra ad opera di un entusiasta Giuseppe Morra. 

Si procede e si attraversano le varie stanze dedicate a Nitsch, a Julian Beck, un espressionista informale degli anni 40/50, fondatore del Living Theatre, e Shozo Shimamoto, artista giapponese che per primo occidentalizza l’ arte del suo paese o, meglio, sdogana l’ arte occidentale in Giappone. Tutti belli i quadri e di gran pregio.

Intanto il padrone di casa ci parla dei suoi progetti innovativi, a lungo raggio e di respiro internazionale. Cio’ che subito mi ha colpito e’ la propensione alla produzione e supporto di giovani artisti. Quindi Casa Morra sara’ la casa di artisti  che, da ogni parte del mondo, vorranno esprimere nuovi linguaggi al di la’ delle logiche di mercato. Liberta’. Questa e’ la linea che da anni segue Giuseppe Morra nella scelta degli artisti e nell’ acquisizione degli archivi. Un sano orgoglio imprenditoriale lo rende garbato agli occhi della politica, ma non ha bisogno e ne’ chiede sovvenzioni. Una rarita’! E da un rapido scambio di battute, con un artista presente, mi accorgo che il Sig. Morra e’ un mecenate. 

Quasi alla fine della piacevole conversazione si arriva in una sala dedicata a Joseph Beuys, anzi al grandissimo lavoro di Lucrezia De Domizio Durini, donna che da piu’ di quarant’ anni e’ nell’ ambito del sistema arte contempoanea internazionale, che all’ artista tedesco dedica ben ventisei pubblicazioni e una vita a divulgarne il pensiero.

La giornata si conclude con l’ Archivio Mario Franco: libri, video, carte, cd e pezzi d’ epoca. Un ampia sala trasmette in loop i suggestivi video creati dal regista e storico del cinema. Montaggi originali, come le scene, testimoniano il grande lavoro di quest’ uomo che a giusta ragione trova un fondamentale spazio nella Fondazione.

L’ arte contemporanea e’ viva e vegeta e lo sara’ ancora per altri 100 anni a Casa Morra. Tutti i napoletani dovrebbero visitare questo spazio almeno una volta nella vita.

Ringrazio Paola Marino

Giovanni Manzo


 


 


 


 


 


 


 


 

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