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27 maggio 2017

Archivi per dicembre 2014

Buon anno nuovo da NAM.

Secondo il filosofo americano Arthur Danto, la storia dell’ arte sarebbe finita. La storia dell’arte, si badi bene, non certo l’arte, che anzi proprio dalla fine della sua storia trae nuovo slancio e fiorisce in mille incontenibili manifestazioni. Fine della storia, infatti, significa fine della possibilità di narrare le varie vicende dell’arte in un unico

Sara Giustino risponde alle dieci domande di NAM.

Racconta tutto dall’ inizio, come e quando ti sei avvicinato all’ arte? Mi sono avvicinata allo studio dell’Arte all’età di 14 anni. Inizialmente grazie all’insegnamento del mio professore al liceo, poi man mano ho cercato di approfondire con ricerche personali soprattutto la pittura e la fotografia. Parlaci di quanto tempo, della tua giornata, ti occorre

Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista i Microlux.

Le sonorità plastiche elettroniche dei Microlux: Geküsst. I Microlux si formano nel 2004 dall’incontro di Linda Edelhoff e Fabio Colasante. nel 2009 producono il loro primo lavoro discografico “ Weisse” (microlux/macrostudio/essedesign 2009) che raccoglie ottimi consensi di critica specializzata e di pubblico. I Microlux hanno inoltre supportato i live de’ Il Teatro degli Orrori, Disco

Giovanni Negri. La chiusura degli Scavi di Pompei nei giorni di Natale e Capodanno è un’ offesa alla dignità di ogni uomo.

La chiusura degli Scavi di Pompei nei giorni di Natale e Capodanno è un’ offesa alla dignità di ogni uomo e all’onore di tutto il popolo Italiano. Da studente di giurisprudenza quando studiando lo sciopero (che è un diritto del lavoratore) scopersi che lo Stato Italiano garantisce durante lo sciopero alcuni diritti primari alla persona,

Mimmo Di Caterino: l’Italia, Pompei e il Governo Renzi? Scandalizzano la redazione di Artnet!

L’Italia, Pompei e il Governo Renzi? Scandalizzano la redazione di Artnet! di Mimmo Di Caterino.     Su Artnet, autorevole portale d’arte contemporanea con base a New York, leggo che quest’anno, tra le dieci cose più scandalose nel 2014 nel mondo dell’arte, un posto è dedicato non ad un artista e una sua operazione in

Kultura: Giovanni Negri ci parla del suo rapimento per Caravaggio.

(Il Martirio di sant’Orsola è un dipinto a olio su tela (140,5 × 170,5 cm) eseguito nel 1610 da Caravaggio e conservato presso la galleria di palazzo Zevallos a Napoli. L’opera è di fatto l’ultima pittura del Merisi, essendo stata realizzata poco prima della sua morte. Fonte Wikipedia. NdD)   Ogni volta che passo per via Toledo non

Mimmo Di Caterino intervista Ippolito Edmondo Ferrario.

Ippolito Edmondo Ferrario: Attenzione alla truffa delle opere autentiche. Ippolito Edmondo Ferrario, classe 1976, vive e lavora a Milano dove si occupa dell’organizzazione di eventi e di comunicazione. È stato giornalista e ha collaborato a mensili e settimanali vari. Nel 2005, a seguito delle numerose pubblicazioni, ha ricevuto la Cittadinanza Onoraria del Comune di Triora,

Mimmo Di Caterino ci parla dell’uso artistico e socialmente impegnato del selfie in due artisti napoletani.

Selfie, rabbia e dissenso critico da artista attivista. Il Selfie non è necessariamente uno strumento linguistico dell’artista 2.0 mirante a diffondere e raccogliere idiozia, può essere un fortissimo strumento di connotazione e identificazione poetica e politica. Un forte strumento di guerriglia semantica. In questo spazio abbiamo già parlato in passato del lavoro di Cirillo Salvatore, un artista

L’arte passa per il cloud e la tecnologia. Mimmo Di Caterino intervista Rudy Bandiera

Rudy Bandiera: L’arte passa per il cloud e la tecnologia. “Sono un blogger, consulente Web, imprenditore e anche giornalista per non farci mancare niente. Racconto storie in digitale, faccio quello che va tanto di moda chiamare “storytelling” su ogni cosa che abbia un valore da raccontare. Campo insegnando social media marketing presso master universitari e

Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Daniele Denaro.

Daniele Denaro: “L’acquaiolo” di Gemito? Un monito contemporaneo, l’arte è un bene pubblico. Partiamo dall’opera che hai deciso di ricampionare, si tratta di un opera storica che a  me sta particolarmente a cuore e che ho studiato con grande attenzione quando studiavo Scultura all’Accademia di Belle Arti di Napoli, l’acquaiolo di Vincenzo Gemito, opera realizzata

OLD TECH NEW ART: INTERVISTA A DMITRIJ MUSELLA & GIUSEPPINA SACCONE

Racconta tutto dall’ inizio, come e quando ti sei avvicinato all’ arte?  Dmitrij: Mi sono avvicinato all’arte quando frequentavo le medie, ho tutt’ora contatti col mio professore che, all’epoca, ci faceva disegnare i vari filoni artistici. Al liceo invece era tutta noiosa teoria. Dopo di che è venuto un periodo di “No-arte”; nel periodo universitario invece

Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Pietro Maietta

Pietro Maietta: la carta stampata ci tatua la mente. Il tuo lavoro è formalmente classico, ma sorprende nel contenuto critico e semantico, l’uso della cartapesta, mostrata e ostentata nel suo aspetto ornamentale e decorativo, sembra fare riflettere sul grande vuoto di senso delle parole in questo secolo, troppe parole scritte, digitate, pronunciate, sembrano arrivare addosso

Il Filosofo Aldo Masullo ad Intragallery

Intragallery presenta CONVERSAZIONI CROMATICHE SU NAPOLI a cura di Benedetta de Falco Aldo Masullo 11 dicembre 2014 alle ore 18.00 Cinque intellettuali si confrontano sulla percezione di Napoli, ciascuno con una propria particolare maniera di leggere la città, di indagarla, di amarla. Aldo Masullo, Massimo Bray, Francesco Durante, Pietro Treccagnoli e Maurizio De Giovanni sono

Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Antonello Scotti.

Antonello Scotti: Condividere vuole dire progredire insieme. Tempo fa mi dicesti che non sei un “facitore d’opere”, ma curioso d’intessere relazioni, questa tua capacità e curiosità, porta forza maggiore i linguaggi dell’arte a relazionarsi e divenire parte integrante di una comunità, mi sbaglio? Come avviene tutto questo? Mi piacerebbe ci raccontassi di aporema e come

Alessandro Ripepi e l’arte dell’Origami

Racconta tutto dall’inizio, come e quando ti sei avvicinato all’arte? Avevo circa 9 anni quando, prima ancora di conoscere l’origami, mi divertivo a giocare con la carta, persino quella delle caramelle, cercando di piegarla per darle forme diverse. La conoscenza di quest’arte orientale e l’amore conseguente nacquero grazie al regalo di un cugino, il testo

Il Vesuvio visto da un’isola: Mimmo Di Caterino intervista Salvatore Manzi

Salvatore Manzi: l’opera muta se fedele a se stessa. Salvatore Manzi nasce nel 1975 a Napoli. Con tesi in storia dell’arte “Assenza dell’autore nell’opera d’arte contemporanea” con la prof.ssa Adachiara Zevi consegue a pieni meriti il percorso accademico presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli, specializzandosi in Pittura. Interessato fin dagli esordi all’iniquità del sistema